Il Matrimonio di Luca e Stefania è stato per me motivo di grande soddisfazione professionale e emotiva….. vi dico solo che “questi due” hanno modificato ben due volte la data del matrimonio per fare in modo di poterlo affidare a me ……QUESTO,IO,LO CHIAMO AMORE

a quel punto ,la fiducia che mi era stata riservata mi ha permesso di entrare in perfetta sintonia con loro ; ho deciso di inserire nell’articolo alcune delle fotografie del giorno ma di collegarle al racconto diretto scritto dallo sposo in merito alla “proposta di Matrimonio”

…. Cara Nadia,

Mi chiedi di raccontarti come le ho chiesto di sposarci… Ripensando a quel momento provo emozioni contrastanti; da una parte mi ci vorrebbero ore e ore a disposizione per poterlo descrivere, dall’altra una serie di immagini, luci, sensazioni passano per la mia testa velocissime ed in un istante rivivo quell’attimo.


Sono due stati altalenanti tra loro, ma penso che questa sensazione di contrasti sia un po’ il centro gravitazionale attorno al quale ruota la nostra storia, nata se vuoi per gioco e per leggerezza, ma di una leggerezza di cui però non abbiamo più potuto fare a meno.
Così proverò a descriverti la proposta con “cartoline di sensazioni”, immagini che tutt’oggi percepisco vividamente.


Nel 2015 l’idea di concretizzare col sigillo del matrimonio la nostra famiglia era veramente lontana dai miei pensieri. Si sa, stavamo tutti così bene così come eravamo, non vedevo motivo per sposarsi. Inoltre avevamo già due splendidi figli, Alice e Matteo – l’uno dolcezza e simpatia mentre l’altra, pazza follia. Contrasti per l’appunto.


Venne l’estate, Matteo a Luglio compì ben tre anni, mentre Alice ne aveva da poco compiuto uno; già camminava… e già mi scappava! Ed io pensavo: cavolo che famiglia!!! Amo la mia famiglia, sono proprio innamorato della mia famiglia.

Essa è un’essenza vitale che mi dà energia! Tutto grazie a Lei, che mi ha donato il regalo più grande, mi ha reso padre, mia Moglie… cioè NO, non lo era ancora, ma era come se lo fosse, sebbene non ci fossimo sposati… e quindi tecnicamente non lo era!

Col tempo questo pensiero, questo senso di incompiuto non mi abbandonò più! Restò lì, fastidioso come un sassolino nella scarpa.
Al ché venne settembre, ricominciò l’asilo e il tram tram che ne conseguiva. Dovevo andare a New York per lavoro e dissi subito: che figata! Allo stesso tempo però non avevo voglia di andarmene, di allontanarmi dalla mia famiglia… solite sensazioni contrastanti!
Arrivò il giorno della partenza, atterrai ad Atlanta, trascorsi qualche giorno in Georgia e poi, finalmente, New York. Adoro NY, l’avevo già visitata altre volte, ma è sempre come la prima volta! NY era stata la prima vacanza seria con Stefy, lì avevamo deciso di avere un figlio, di diventare genitori.
Quella notte l’aereo stava sorvolando la città, guardavo i grattaceli dal finestrino e pensavo a quanto avrei voluto portarci tutta la mia famiglia. In quel momento mi girai verso mio padre ( che era in viaggio con me ) e gli dissi:
“Sai Pá, sto pensando che quando torno a casa chiederò alla Stefy di sposarmi!”.
Lui smise di leggere il libro che aveva in mano e mi disse:
“Uhm… secondo me fai proprio bene!”.
Tornai a casa, comprai l’anello di getto ed uscendo dalla gioielleria, mi chiesi: “E adesso, quando glielo chiedo??”. Era novembre, iniziai ad immaginare le varie situazioni più o meno romantiche e uniche dove poterle fare la Proposta, ma niente! Non trovavo luogo, modo che mi soddisfacessero come volevo.
L’unica idea era quella di andarcene via un paio di giorni insieme, in qualche posto carino che ci legasse. Si poteva tornare a NY, ma troppo lontana. Non trovavo però altri posti degni del nostro legame, non mi veniva in mente niente!
Passarono i giorni, arrivò il Natale e da noi Natale voleva dire trambusto, trambusto di emozioni e sensazioni contrastanti. Diciamo che il Natale rievocava ricordi e momenti duri da digerire.
Dentro di me pensavo di aver ormai perso il treno; avrei dovuto posticipare la proposta all’anno nuovo.
Poi, la sera della vigilia eravamo a cena con i parenti a casa nostra e come dicevo contrasti.
Nonostante ciò, nel vivere un Natale stupendo trascorso con i figli, nel ricordo di quelli passati, capii chiaro e tondo che quello era il posto e il momento giusto dove “chiederci di sposarci”. Era proprio quello, casa Nostra, la sera della vigilia di Natale, nel culmine di emozioni contrastanti tra loro e soprattutto, assieme ai nostri figli!
Dovevo inventarmi qualcosa per coinvolgerli, un diversivo. Presi l’anello, tirai fuori il dolce, stappai il vino da servire agli ospiti, salutai tutti con baci e abbracci e finalmente giunse l’ora. Spiegai ai bambini che volevo fare una sorpresa alla mamma, e che mi serviva il loro aiuto.
“Papà, scriviamo una letterina?”
“Matteo, sei un genio!”
Cercai tra i CD l’album “Into the wild” di Eddie Vedder, uno dei miei preferiti – sarebbe stato poi anche la colonna sonora del nostro matrimonio.
Alla velocità della luce presi da scrivere cercando di non farmi notare da lei. Con carta e penna alla mano, mi rivolsi ad Alice e Matteo:
“Piccoli, dobbiamo chiedere alla mamma di sposarci… come facciamo?”
Matteo mi guardò e disse:
“Mamma, vuoi sposarci?”. Era perfetto!
I piccoli chiamarono Stefy e la fecero sedere in fondo alla stanza, vicino al camino. In sottofondo stava suonando “Rise” di Eddie Vedder. Stefy non aveva idea di cosa stessimo combinando.
Così scrissi su un foglio “Ma mammina…” e dopo averlo piegato a lettera, la diedi ad Alice affinché gliela portasse.
Allo stesso modo scrissi su un altro foglio “che ne pensi…”, inviando questa volta Matteo.
Successivamente continuai scrivendo “di…” sul terzo, consegnato di nuovo da Alice.
Infine mentre stavo per consegnare a Matteo l’ultima lettera, con Stefy che già piangeva, il piccolo si girò, e guardandomi disse:
“Papà, mi scappa la pipì!”. Al ché interrompemmo la consegna a metà tragitto e, dopo una sosta pipì, finalmente, Matteo le portò l’ultimo messaggio: “…SPOSARCI??”.
Ecco, così è come le chiesi di sposarci! Il resto lo puoi immaginare ed in parte sai bene com’è andata. Esattamente nove mesi dopo, il 24 settembre 2016, ci siamo sposati e Tu Ci hai sposati. Ti abbiamo conosciuta e tu sei riuscita a rendere ancora più magica e speciale la nostra storia.
Come ti diciamo sempre, ci risposeremmo e ci faremmo risposare da te ogni giorno!

WEDDING PLANNER :NADIA FERRI

FIORISTA:LA ROSA E L’ORTICA

FOTOGRAFIA:MARCELLA FAVA PHOTOGRAPHER

LOCATION:PARCO DI MONTEBELLO

CATERING : ERIK ORGANIZATION

ABITO SPOSA :BOUTIQUE ALBA

ABITO SPOSO:IORI E BONINI

MUSICA: KOBAYASCI

TORTA:IL GIAMBERLANO

FEDI:IOTTI GIOIELLI

COORDINATO GRAFICO:JUST PAPER